BREVI
Scritto da g. mura    PDF Stampa E-mail
Randagismo, problema sempre più preoccupante
Lettera di Simona Pavese al primo cittadino. Sentito l’assessore Francesco Lupoli


Il fenomeno del randagismo nella nostra comunità, più volte affrontato su queste pagine, non trova soluzione e ogni giorno diventa sempre più preoccupante. La presenza di cani randagi in paese, è sempre più numerosa e sta mettendo a dura prova l’incolumità dei cittadini sia per possibili aggressioni che dal punto di vista sanitario.
Un fenomeno in crescita dunque e che non da segnali di regressione e che sicuramente nasce dal fatto che l’animale è spesso considerato giocattolo e che quindi ci si può liberare in qualsiasi momento. Tanto accade soprattutto in estate, periodo nel quale molti pensano di “accasare”, nelle proprie ville il cucciolo che tanto felice fa il piccolo di casa, per poi abbandonarlo appena le vacanze sono terminate.
Chiaro è che l’animale abbandonato deve abituarsi a procurasi da solo il cibo e l’acqua e lo fa in qualsiasi maniera per non morire di fame o di sete, cosa che comunque spesso accade. Aggiungiamo a questo il trauma psicologico dell’abbandono ed ecco che i problemi emergono in tutta la loro gravità.
La soluzione non può che passare dunque attraverso l’informazione, il buon senso, la corretta convivenza tra cittadini e animali, ma anche attraverso il rispetto delle leggi esistenti, delle norme che l’Amministrazione comunale deve emanare e il conseguente rispetto da parte dei cittadini e, non ultimo, attraverso adeguati servizi finalizzati a ridurre il fenomeno per poter offrire, relativamente a questo fenomeno, sicurezza e vivibilità nei luoghi pubblici.
Quindi volontà e impegno politico amministrativo, che può essere garantito solo dalla locale amministrazione per limitare il randagismo con atti che attestino concretezza e attenzione al problema.
Noi pensiamo che la sterilizzazione può risolvere gran parte del problema. Certo un canile sanitario ha la sua funzione per i ricoveri momentanei conseguenti ad interventi e per casi particolari, ma da solo sicuramente non è sufficiente come soluzione al problema.
A questo proposito vale la pena riprendere comunque il discorso del canile, progetto che non sappiamo dove si sia inceppato. Forse nell’ennesimo contenzioso?
Nel numero di giugno del nostro giornale abbiamo ospitato una lettera dell’archeologa Giorgia Aprile, indirizzata al sindaco e a tutti i consiglieri comunali a proposito della necessità di effettuare una indagine archeologica sull’area sulla quale si intende costruire il canile in quanto sono stati rinvenuti resti dell’epoca preistorica. In buona sostanza se l’indagine dovesse confermare l’interesse archeologico, lì il canile non si potrà più realizzare e non lo si potrà comunque fare se non si effettua l’indagine. Lettera che non ha avuto risposta, almeno per quanto è nelle conoscenze de “il taccuino”. Nessuno degli eletti del popolo ha sentito la necessità di dare conto, di rispondere ad una problematica posta e dunque porre attenzione ad un problema che riveste interesse culturale e comunque legato alla realizzazione del canile.
Volontà e impegno politico amministrativo a cui facevamo prima riferimento che ci sembra essere completamente assente.
Fenomeno randagismo per il quale la segretaria della locale sezione de “I Socialisti” Simona Pavese ha posto alcune domande al primo cittadino, attraverso una missiva a lui indirizzata, per sapere notizie a proposito della costruzione di un canile comunale o intercomunale; se il Comune ha già stipulato o intende stipulare una convenzione con associazioni di volontariato per la sterilizzazione dei randagi e “quanti cani randagi sono stati sterilizzati negli ultimi due anni e i relativi costi che annualmente sopportano le casse comunali per il ricovero e la custodia degli stessi nelle strutture convenzionate”.
Domande della Pavese che scaturiscono dal fatto che veri e propri branchi di cani randagi si aggirano nel paese e lungo la litoranea e dunque le competenze, in base alle vigenti leggi, dell’amministrazione comunale a realizzare rifugi per i cani. Interventi, aggiunge la segretaria, oramai improcrastinabili per dare serenità ai cittadini “prima che possa accadere qualcosa di irreparabile”.
Abbiamo incontrato l’assessore Francesco Lupoli al quale abbiamo posto, relativamente a questa problematica, alcune domande.
A gennaio scorso è stata effettuata convenzione con due veterinari e in questo arco di tempo e nella spesa prevista in bilancio di 5000 euro, sono stati sterilizzati 30 cani. Il costo per ogni intervento, precisa l’assessore, è di 140 euro più IVA. Per il prossimo anno è previsto un maggior impegno di spesa. Grazie al Servizio veterinario dell’ASL, guidato dal dott. Marzo, nel corso dell’estate e lungo la litoranea, sono stati invece, effettuati 150 interventi di sterilizzazione.
Altro costo sostenuto dal Comune riguarda il ricovero di 130 cani all’interno di due canili, Ecolife e il Consorzio di Lizzano.
A proposito dei ritardi della realizzazione del canile, Lupoli ha affermato che “le responsabilità sono da addebitare alla Soprintendenza”. Quest’ultima è stata nel mese di giugno sollecitata; è stata data disponibilità, come ente civico, a sopportare le spese per i saggi necessari a verificare l’interesse archeologico dell’area i cui costi dovrebbero aggirarsi intorno a 10mila euro. E’ stata anche inviata la ufficiale disponibilità, per gli scavi, del proprietario del terreno. Sino ad oggi, ha affermato l’assessore, non abbiamo avuto nessun riscontro da parte della dott.sa Gorgoglione.
Problema comunque non semplice, quello del randagismo, per la soluzione del quale, a parere dell’assessore “occorre una seria pianificazione che preveda azioni di sensibilizzazione, educazione, informazione, repressione, sterilizzazione e un canile rifugio”.





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