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| Il rapporto tra società e politica |
Un interessante incontro promosso dall’associazione “Pulsano da vivere” Nella serata di lunedì 20 dicembre si è svolto presso la biblioteca comunale un incontro-dibattito, moderato dall’avv. Roberto D’Andria, dal tema: “Responsabilità ed impegno civile: quali alternative alla crisi politica?” organizzato dall’associazione socio-politicoculturale “Pulsano da vivere”, «una nuova e giovane realtà apartitica, concepita come un libero pensatoio di idee e progetti – ha affermato nell’introduzione l’avv. Giuseppe Carella – che vuole porsi come elemento di mediazione tra cittadini e amministrazione».
Nel primo intervento, l’avv. Pietro D’Alfonso ha affrontato l’attuale rapporto tra giovani e politica, aggravato dal distacco tra Stato e bisogni dei cittadini e reso ancor più complicato dalle degenerazioni partitiche e dall’inesistenza di politiche giovanili. «Tutti i giovani avvertono i difetti della nostra società e aspettano risposte concrete da una politica che li esclude» alimentando in tal modo lo scetticismo. «Auspico perciò – ha affermato D’Alfonso – la nascita di una scuola politica fatta da giovani che non accettano la morte del territorio e che all’abitudine della schiavitù e della mediocrità possano proporre nuove situazioni».L’avv. Anthea Mallito, invece, ha focalizzato l’attenzione sulla presenza delle donne nella politica: tra gli interrogativi posti al pubblico, la validità dell’introduzione del sistema delle “quote rosa” e la maggiore presenza femminile negli enti pubblici territoriali rispetto al Parlamento. «Il problema è duplice perché ad un aspetto fisiologico, riferito cioè alla effettiva composizione delle liste elettorali, si aggiunge un disinteresse e allontanamento della donna dal fenomeno politico forse per via della sua funzione sociale». Per il dott. Giuseppe Tomai Pitinca, presupposto di una comunità politica è l’impegno civile, visto come «una virtù laica che ci fa cittadini e comunità viva creando operatori illuminati ed illuminanti». Il suo intervento, infatti, ha riconosciuto «la validità delle risorse culturali ed associative presenti sul territorio pulsanese e caratterizzate da proprie capacità di progetto» senza le quali non ci sarebbero stati spazi sociali e opere pubbliche. Un breve video, poi, ha ricordato i tanti valenti pulsanesi che si sono distinti in vari campi e che potrebbero rappresentare un punto di riferimento per i giovani. D’altronde, anche il sindaco Ecclesia, nel suo saluto iniziale, ha sottolineato l’importanza dell’impegno personale e del senso civico registrando però una mancanza di informazione e di conoscenza e un certo distacco tra cittadini e le dinamiche del paese. Le conclusioni, affidate all’onorevole Domenico Amalfitano, hanno posto l’accento sul significato del termine politica e sulla sua percezione attuale. «La politica è l’organizzazione della speranza della gente, è il luogo in cui i bisogni vengono riconosciuti come diritti e i politici sentono il principio di non appagamento» ma, oggi, a causa di una crisi soggettiva e oggettiva, essa «è scambiata come una mera organizzazione economicistica che ha perso il retroterra della società civile». A fronte di una visione liberista esasperata, di una pigrizia intellettuale e cognitiva e di una difficoltà di elaborare un nuovo pensiero, la ricetta di Amalfitano si basa su alcuni principi: «riscoprire il gusto dello stare insieme, creare reti e relazionalità, ridimensionare lo statalismo ripensando le municipalità sempre più in termini di sussidiarietà, ristabilire le condizioni costituzionali della democrazia e della dignità dell’uomo». L’ospite, infine, ha auspicato all’associazione “Pulsano da vivere” di trovare «una dimensione politica cioè di capitalizzare il territorio e il vivere civile, ripartendo dalle radici e dando spazio alla creatività e alle novità». I commenti sono soggetti a moderazione e saranno pubblicati entro le 24 ore successive all'invio |









Nella serata di lunedì 20 dicembre si è svolto presso la biblioteca comunale un incontro-dibattito, moderato dall’avv. Roberto D’Andria, dal tema: “Responsabilità ed impegno civile: quali alternative alla crisi politica?” organizzato dall’associazione socio-politicoculturale “Pulsano da vivere”, «una nuova e giovane realtà apartitica, concepita come un libero pensatoio di idee e progetti – ha affermato nell’introduzione l’avv. Giuseppe Carella – che vuole porsi come elemento di mediazione tra cittadini e amministrazione».
Nel primo intervento, l’avv. Pietro D’Alfonso ha affrontato l’attuale rapporto tra giovani e politica, aggravato dal distacco tra Stato e bisogni dei cittadini e reso ancor più complicato dalle degenerazioni partitiche e dall’inesistenza di politiche giovanili. «Tutti i giovani avvertono i difetti della nostra società e aspettano risposte concrete da una politica che li esclude» alimentando in tal modo lo scetticismo. «Auspico perciò – ha affermato D’Alfonso – la nascita di una scuola politica fatta da giovani che non accettano la morte del territorio e che all’abitudine della schiavitù e della mediocrità possano proporre nuove situazioni».