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| ...ma davvero la politica a Pulsano è morta? |
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Intervento Pubblichiamo di seguito un intervento del presidente dell’Associazione socio culturale “Pulsano da vivere”, Pietro D’Alfonso, sulla condizione in cui versa la politica nella comunità, con l’auspicio, da parte nostra, che si sviluppi un serio e concreto dibattito, non solo su queste pagine ma in tutte le forme e i luoghi possibili, per contribuire a riconsegnare alla politica il suo determinate e nobile ruolo, per meglio governare la società in generale e dunque anche Pulsano. …… ma davvero la politica a Pulsano è morta?
Un invito ai giovani per far rinascere la politica pulsanese. Con questa riflessione: “La politica a Pulsano è morta circondata da una città indifferente” voglio provocare interventi da parte di cittadini pulsanesi autorevoli, impegnati in vario modo, come ex Sindaci, consigliere provinciale e regionale, consiglieri comunali, rappresentanti della società civile, o persone che pensano di proporsi come possibili amministratori alle prossime elezioni comunali. Ritengo che a Pulsano la Politica con la “P” maiuscola sia morta – e la storia degli ultimi 20 anni lo sta a dimostrare - “nel disinteresse generale di una città miope, molle e pigra, avara di slanci ideali, senza nemmeno più idee che non siano riservate al proprio orticello, al proprio ristrettissimo interesse particolare. I talenti veri sono pochi e spesso preferiscono restare nell’ombra piuttosto che accostarsi al fuoco vivo, al cuore del problema … che è il nostro Paese. Oggi a Pulsano è divenuto più che mai urgente rinnovare il modo di intendere e di fare politica, soprattutto è urgente restituire un’anima etica alla politica. Innanzitutto è necessaria, a mio parere, una maggiore presenza attiva di giovani impegnati. Nell’ultimo periodo a Pulsano si assiste ad un clima politico negativo, fatto di schermaglie e polemiche che poco sono confacenti con i progetti di crescita del territorio. Un territorio che sta lentamente perdendo vitalità, progettualità a causa della fuga dei giovani verso altri lidi e obiettivi. Da cittadino mi sento in difficoltà quando, chiedendo a giovani della mia età di esprimersi su determinate questioni, avverto il disinteresse. Penso a un ritorno a una vera politica: fatta in ossequio alla generosità iscritta nell’essere stesso della persona. Fatta da quella specifica caratteristica dell’umano che comunicando intelligenza ed amore esige di relazionarsi con altre persone. E’ una visione che ho fatta mia, leggendo, comunicando con coloro che vedono la politica come carità. Non siamo uomini senza altri uomini, né cittadini senza la città, senza l’ascolto. Mi sento in dovere di intervenire. Da giovane che non accetta la morte del proprio territorio, del proprio Paese, delle idee dei giovani. Il laico, specie se cattolico, deve intervenire, in concordanza con quell’intimo legame che si deve vivere nella vera politica. Quante volte il buon politico pensa di essere portatore di valori? L’azione personale è il frutto della volontà e dell’intelligenza. Non deve mai essere solo frutto dell’emozione del momento o dello stretto rispetto dello schieramento politico. L’uomo è persona perché l’uomo è per intero impegnato come parte della società politica. Non è né individualismo né personalismo accentuato. E’ uno dei primi passi che la politica, secondo il mio modesto parere, deve ricordare. Auspico la nascita di una scuola politica fatta da giovani. Invito i giovani a prendere parte viva, consapevolmente e responsabilmente alla politica, in quest’ora in cui situazioni nuove, sociali, economiche, politiche e culturali reclamano oggi, con una forza del tutto particolare, l’azione di noi giovani: “se il disimpegno è stato sempre inaccettabile, il tempo presente lo rende ancora più colpevole. Non è lecito a nessuno rimanere in ozio. E’ necessario, allora, guardare in faccia questo nostro Paese, con i suoi valori e problemi, le sue inquietudini e speranze, un Paese le cui situazioni economiche, sociali, politiche e culturali presentano problemi e difficoltà ancora più gravi. Mi preme richiamare l’attenzione sull’impegno sociale e politico di noi giovani laici cristiani pulsanesi, che non possiamo restare alla finestra o chiuderci nelle sagrestie o nel privato, quando sono in gioco valori fondamentali o situazioni che reclamano una presenza più attiva ed efficace. Sono convinto che una politica che veda un’etica fondata sulla cultura, sulla conoscenza e sul dialogo fra persone e in vista delle persone, sia l’unica via per far crescere noi stessi. Ma come strumento che porti i giovani, quelli fuori dalla politica, ad amare il proprio territorio, ad impegnarsi sul serio per il futuro. A dare se stessi alla propria terra, a essere trait d’union fra presente e futuro. Se un progetto ideale presenta dei contenuti sbagliati, questi si possono anche correggere; ma una politica che non è vivificata da un ideale si trasforma in ricerca del potere per il potere e apre le porte ad ogni forma di deviazione. Serve quindi una visibilità diversa che solo la generosità di donne e uomini “ispirati” può offrire, attraverso uno stile di vita che ridia un’anima etica all’agire politico, nella ricerca di un dialogo sincero, continuo e costruttivo con le varie realtà presenti sul territorio, al fine di realizzare proposte solide e argomentate, che non facciano uso della calunnia e dell’intimidazione, che vivano le differenze senza mai dimenticare ciò che unisce, che sappiano riconoscere ciò che di positivo è presente nel discorso dell’interlocutore. Saprà il nostro territorio rispondere a queste fondamentali esigenze rinnovando il modo di fare politica e di amministrare la nostra Pulsano? E’ nel presente che siamo chiamati a dare speranza. In primis però dobbiamo crescere noi giovani. Così potremo accendere un piccolo fuoco per incendiare il Paese con i doni che dall’alto hanno pensato di offrirci. I commenti sono soggetti a moderazione e saranno pubblicati entro le 24 ore successive all'invio.
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