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Articoli del Mese
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Una proposta operativa per tutelare i "beni" del paese
Dal mese di gennaio 2009 nel nostro giornale con la rubrica “c’è da salvare” abbiamo messo in evidenza siti archeologici e beni artistici-monumentali del territorio pulsanese, sotto gli occhi di tutti e che da molti anni vivono in un degrado e in una incuria totale. Molti di questi in parte hanno dei gravi problemi strutturali, alcuni in parte sono crollati, sono oggetto di vandalismo, cattiva gestione e interventi a nostro avviso sbagliati di restauro, furti.
Ci siamo occupati di una diecina di questi luoghi denunciandone l’abbandono, ingerenza di parte degli organi competenti delle associazioni e istituzioni. Molti sono i siti nel nostro territorio, di cui nono abbiamo parlato, solo di zone archeologiche se ne contano circa una trentina, di piccoli beni tra chiesette, castello, torretta e strutture acciottolate, una diecina, abbastanza se consideriamo che molti sono facilmente raggiungibili da qualsiasi mezzo e potrebbero essere fruiti come un vero e proprio itinerario nel cuore del paesaggio pulsanese. Tutti questi beni sono di proprietà del Comune di Pulsano e che negli anni ha perseverano in una politica di abbandono e degrado, rifiutandosi di evidenziarne il valore storico-artistico e antropologico di questi luoghi. Pertanto noi con la nostra rubrica abbiamo voluto intanto evidenziare la ricchezza e la storia del territorio in questione mettendo in risalto, e non a caso abbiamo voluto chiamare tale rubrica “ c’è da salvare” per la possibilità ancora reale che c’è nel poter tutelare, salvare e fruire del bene attraverso la sua divulgazione e ricchezza turistico-economica. A questo punto vorremmo avanzare una proposta che possa in qualche modo essere il punto di partenza per una discussione ovvero la nascita di una commissione costituita da esperti archeologi, restauratori, studiosi, tecnici e parti politiche che insieme possano decidano gli interventi , evidenziandone le problematiche, dividendo le competenze che spettano al comune di Pulsano e quelle della Soprintendenza. Non per ultimo ma solo per necessità di demandare alle associazione il compito di stimolare gli interessi con prospettive future verso la possibilità di poter fruire dei tesori come bene collettivo da tutelare, da proteggere, custodire e rispettare divenendo così per tutti una priorità non più una necessità contingente.
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