BREVI
Scritto da Giovanni Mura    PDF Stampa E-mail
Per Pulsano una vocazione turistica tutta da costruire
Articoli del Mese
Incontro con il presidente della FPR Giampiero Laterza


Giampiero Laterza
Tutti, a cominciare da noi, ci ricordiamo di parlare di turismo prevalentemente, quando è alle porte la stagione estiva e c’interroghiamo sulle sue possibilità di sviluppo, sulle sue potenzialità, i limiti, le carenze e quanto altro ad esso ci sembra essere collegato.
Sbagliamo nella tempistica e molto spesso anche nel modo di affrontare l’argomento. Lo facciamo, in linea di massima, senza cognizione di causa, non conoscendo a fondo le sue tematiche, non affidandoci a chi, di turismo campa e dunque conosce le problematiche, le difficoltà, le possibili soluzioni.
A questo proposito il nostro giornale ha voluto incontrare Giampiero Laterza, presidente della Federazione Provinciale Ristoratori e consigliere della Federalberghi, titolare dell’hotel – ristorante “Il Grillo”, che ha esordito, dando indirettamente la risposta alla nostra premessa, che il 2010 è oramai finito e le considerazioni e affermazione che scaturiranno dall’incontro riguardano sicuramente il prossimo anno.
Al presidente Laterza abbiamo chiesto di esprimere una sua valutazione sulla crisi globale e dunque nazionale, sull’influenza della manovra finanziaria relativamente al settore turismo, con lo sguardo rivolto alla nostra realtà.
“Il 2010 è la continuazione del 2009. Stesse problematiche che si ripropongono. L’attenzione alla spesa da parte del consumatore è più accentuata che si traduce in un consumo più oculato, con l’eliminazione del superfluo e comunque con maggiori esigenze. L’atteggiamento prevalente è di prenotarsi all’ultimo momento; si preferiscono i periodi di bassa stagione e poi si aspettano le offerte nei periodi più costosi”.
Per alcuni aspetti e in determinate zone si leggono segnali di ripresa. E da noi?
“Noi scontiamo sempre il ritardo del sud. Così come abbiamo avvertito la crisi in ritardo, anche la ripresa sarà in ritardo. In ogni modo anche se la situazione presenta difficoltà evidenti, va detto che c’è l’interesse per la Puglia e il Salento. Il problema è che noi non sappiamo intercettare questi flussi”.
Quali sono le motivazioni di questo limite?
“Scarsa politica di programmazione e assenza di promozione turistica. Gli enti locali devono, in un mondo globale, agire necessariamente insieme. Caso contrario, non avremo mai visibilità”
Condivide quindi l’affermazione del neo eletto presidente della Confcommercio, Giangrande che dichiara che occorre ripartire dal turismo creando, insieme all’assessore provinciale al turismo Longo, un coordinamento dei sindaci della costa?
“Perfettamente d’accordo. Devo dire che questa idea parte da lontano con l’allora assessore provinciale Ostillio che in relazione alla promozione del comparto turismo, si rivolse alle imprese. Da li si cominciò a collaborare con la Provincia prima e con gli altri enti poi. Tavolo che nasce dunque dalla Confcommercio, per unire e per compiere azioni più incisive e più efficaci. Il presidente Giangrande è andato oltre e nelle prossime settimane darà vita a questo nuovo tavolo, dal quale dovranno anche venir fuori aspetti che dovranno incidere sulla semplificazione e sburacritizzazione. Il primo aspetto da affrontare e far sì che il territorio, e mi riferisco in generale e dunque anche per Pulsano, sia vivibile con i suoi servizi primari. Dalla viabilità alla rete fognante, dai rifiuti a quanto altro possa rendere appunto vivibile il territorio. Il mercato è esigente, ma mancano purtroppo le basi. Questo tavolo va dunque sicuramente potenziato ma anche dotato economicamente. Dicevamo prima che la programmazione deve essere pluriennale soprattutto per un territorio che presenta difficoltà. Per questo credo che scollegarsi dal Salento e costituire il marchio Terra Jonica, non so se è stata un’operazione opportuna. Abbiamo abbandonato un marchio avviato per partire da zero”.
E’ a suo avviso soddisfacente la politica locale per questo settore? C’è per lei una linea ben definita che si sta tentando di perseguire?
“Segnalo uno scollamento tra politica e imprese. Si sono fatti piccoli passi, ma siamo ancora lontani dalla concertazione necessaria per rilanciare il turismo.
Poco dialogo, anzi nessun dialogo. Noi dobbiamo sapere quanto l’ente locale fa affinché predisponiamo in modo opportuno le nostre azioni e la nostra offerta. Non conosciamo comunque la linea politica dell’Amministrazione sul turismo. Se c’è sarebbe opportuno, intanto conoscerla e poi un confronto sarebbe utile”
Che tipo di turismo abbiamo?
“Ci sono molti stranieri nella bassa stagione. Questi ultimi preferiscono i periodi meno affollati. Ma va detto che trovano un territorio impreparato”.
Si riferisce al dopo mare?
“No, mi riferisco a tutto. Per fare un esempio, come si fa a pensare di affidare a giugno le spiagge libere, quando ci sono già turisti? Ma impreparato rispetto alle cose essenziali che mancano, situazione che non depone a nostro vantaggio”
Dunque anche offerte di altro tipo?
“Nel suo complesso il territorio ha un’offerta ricchissima. Noi siamo baricentro di interessi vastissimi. Culturali, enogastronomici, ambientali ecc.. Purtroppo è Pulsano che non è attraente e dunque disertata dai turisti. Manca il minimo in chiave turistica e non è pronta ad accogliere il turista. Non siamo un paese a vocazione turistica, vocazione che è tutta da costruire”.
Quali pensa siano le azioni da mettere subito in campo?
“Promozione che in fase iniziale vuole solamente significare dotare il paese delle necessarie infrastrutture di base. Occorre una visione prospettica, occorre sapere dove vogliamo andare. E’ necessario l’impegno di ciascun cittadino di mostrarsi al meglio al visitatore. Ne gioveremmo tutti con la presenza del turismo anche chi non è direttamente interessato. Occorre che ci dotiamo, tra l’altro, di una cultura dell’accoglienza ora mancante”.
Per chiudere questo nostro incontro che vuole essere d’auspicio ad un futuro ed intenso dibattito del settore, le chiediamo un parere sul progetto del porticciolo.
“Sicuramente un intervento così forte sconvolgerebbe l’equilibrio esistente, ma credo che il porticciolo potrebbe essere un volano turistico. Credo che il territorio ne gioverebbe. Ci sarebbe un turismo evoluto che intanto usufruirebbe delle proposte di eccellenze che pure ci sono e poi sarebbe da sprono per creare l’indotto con la creazione di proposte di qualità. Pulsano sarebbe nelle mappe del turismo da diporto, si parlerebbe comunque di Pulsano e, con una gestione capace della struttura, avremmo ospiti che si muovono con la barca via terra, sub, ecc..”.
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