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Articoli del Mese
Estate, un periodo ancora piĂą difficile per i cani


Anche quest’anno, finalmente, arrivano le vacanze: tempo di sole, di mare, di giornate all’aria aperta….Ed è proprio durante questo periodo dell’anno che riaffiora un problema irrisolto…il vero e proprio ostacolo alle tanto attese partenze intelligenti…”dove lasciare il nostro animale da compagnia?”
Ogni anno, infatti, ci sono centinaia di cani che vengono abbandonati sulle strade italiane, perché ritenuti un inutile peso o intralcio alle ferie dei loro proprietari e che spesso trovano la morte investiti dalle auto. Il primato degli abbandoni come al solito spetta al Sud Italia: Sicilia,Calabria,Campania e Puglia !
Nella Provincia di Taranto e sulla nostra litoranea Jonica, si può trovare davvero di tutto: Breton, Maremmani, Pitbull, Jack russel, ma anche piccoli meticci.
E’ proprio il caso di Nina splendida cucciola meticcia di 5 mesi che è stata abbandonata con il collare nei pressi dello stabilimento Onda blu e che passa le sue giornata, triste e accucciata, con gli occhi teneri e speranzosi, in attesa di trovare un padrone che possa coccolarla e proteggerla!! E come sempre chi compie simili gesti d’inciviltà non viene mai rintracciato e la fa franca!!!
L’amico che ha fatto compagnia per tanto tempo, o che semplicemente è stato solo un gioco per lo svago dei propri figli, viene scaricato per strada come se fosse un rifiuto!!
Basterebbe semplicemente trovare una pensione per il ricovero dei nostro amici a 4 zampe durante il periodo di vacanza, o cercare di farli adottare nel momento in cui non si riesce piu’ a tenerli.
E come si può non parlare dell’intolleranza della gente che disprezza gli animali e non ha il buon senso di rispettarli..esempio: se si prova a dare una ciotola di acqua ad un povero cane assetato, si viene automaticamente offesi e insultati con appellativi irripetibili!!Basti pensare alla follia di chi al mattino impugna una pistola scacciacani e spara all’impazzata spaventando dei poveri innocenti randagi!
Fortunatamente il recente comunicato del sottosegretario alla salute Martini in materia di randagismo, censura il comportamento dei sindaci dei Comuni che contravvengono agli obblighi di tutela del benessere animale, a partire dall’obbligo di microchippatura dei cani disposto dalla emanata ordinanza del 6 agosto 2009 che risulta utile per implementare l’anagrafe canina e consentire la rapida e sicura rintracciabilità degli animali vaganti sul territorio.
E’ bene, infatti, ribadire che i Sindaci hanno la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti. Privare gli animali del sostentamento rientra nel reato di maltrattamento e non risolve il problema del randagismo.
Ma le stragi dei cani indifesi non avvengono solo durante il periodo estivo…del resto la cattiveria e l’intolleranza dell’uomo non vanno mai in vacanza!
Quest’inverno, infatti, nel mese di dicembre la malvagità dell’uomo ha raggiunto il culmine, con l’avvelenamento di 11 randagi, di cui 5 cuccioli di 40 giorni, in località Canne a Marina di Pulsano (TA).
I cuccioli stavano per essere adottati e gli altri venivano sfamati, curati e sterilizzati da anni da volontari privati. I cani sono stati uccisi con polpette con all’interno del veleno. I volontari insieme alla Polizia Municipale di Pulsano, alla Asl di Taranto, e ai numerosi testimoni, hanno assistito increduli ed impotenti alla terribile morte delle povere bestie!
I corpi dei poveri cani sono stati occultati da parte di ignoti la notte dell’accaduto.
Il giorno conseguente all’avvelenamento, si sarebbe dovuto effettuare lo smaltimento delle carcasse da parte di una ditta di rifiuti speciali, prelevando una carcassa per l’esame autoptico e individuando il tipo di veleno ingerito dalle povere bestie. Ma cio’ non è stato possibile.
Un solo corpo non era stato rimosso, perchè ben nascosto sotto un cespuglio…Si trattava di un cane bellissimo che era incinta…
Le guardie ecozoofile e le emittenti locali si sono prodigate immediatamente per parlare dell’accaduto, sensibilizzando l’opinione pubblica e denunciando la strage avvenuta sul nostro territorio. Ma le associazioni a tutela degli animali, malgrado la richiesta di intervento immediatamente inoltrata, sono rimaste del tutto latitanti!!
Ancora oggi ricordo gli occhi di quei poveri cani che avevo curato per 4 anni e che avevo salvato dalla morte per fame, freddo e malattie…
Ancora rivedo i loro teneri occhi che mi supplicavano Aiuto! Ho provato a chiamare una veterinaria privata del posto, in attesa di soccorsi, per somministrare loro dell’antidoto per il veleno, ma per le povere bestie era ormai troppo tardi…E’ stata per me un’esperienza scioccante che ancora oggi non riesco a dimenticare…Ho finito di far sterilizzare gli ultimi cani rimasti superstiti e a cui spero nessuno faccia mai più male… Anche perché sono diventati le mascotte dei villeggianti della zona e dei turisti che vengono in vacanza.
Troppo spesso, infatti, le istituzioni si perdono nella confusione di convenzioni inesistenti e si fermano di fronte alle prime difficoltà che si presentano al momento della costruzione di rifugi, magari a causa di inutili vincoli di natura archeologica, o per problemi finanziari legati al dissesto o peggio ancora a causa di associazioni di protezione animale che non tutelano affatto i diritti dei poveri cani. Ma come risolvere il problema? Non di certo prendendo un cane e legandolo con una corda al collo ad un grosso macigno e buttandolo in acqua facendolo morire annegato, come è successo in località Tramontone, a Taranto. Non è certo una soluzione accettabile fare a pezzetti il randagio, metterlo in un sacchetto di plastica e buttarlo vicino ad un cassonetto di rifiuti.
Non c’è da meravigliarsi se contro la follia dell’uomo si scatenano branchi di cani affamati e furiosi che per sopravvivere terrorizzano chi li maltratta e non solo.
Ma dove andremo a finire di questo passo? I cani presenti sul territorio sono troppi!!A costo zero si potrebbero sterilizzare, a cura delle Asl competenti a livello territoriale, le numerose cagne presenti sul territorio e procedere ad una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso l’adozione in tutta l’Italia, ma anche all’estero.
Sarebbe un’ idea interessante proporre ai Comuni l’adozione dei cani di quartiere, strumento di lotta al randagismo già utilizzato con successo da numerosi Enti in Italia.
Basterebbe poco per riuscire a risolvere definitivamente il problema del randagismo, se solo ci fosse la volontà delle istituzioni ed il rispetto da parte di tutta la comunità, affinché la salute e la dignità di queste povere bestie non fosse lesa, quotidianamente, dall’intolleranza ed ignoranza dell’uomo.
Il mio augurio è di trovare per quest’estate e non solo, interlocutori intelligenti e sensibili, che possano comprendere l’importanza della tutela della vita di tutti gli esseri animali e che possano insieme a me abbattere questo muro d’ intolleranza e d’indifferenza…
In ricordo di Snow, Simba, Bianca e dei suoi cuccioli….



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