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| La Sacra Sindone |
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Pubblichiamo di seguito una nota della presidente della locale Pro Loco Dina Turco, a proposito di una stampa della Sacra Sindone esposta nel Castello in occasione della Festa della Madonna del Carmelo.
Caro Direttore, Nelle mie funzioni di Presidente della Pro Loco di Pulsano, ho sempre in vista l’obiettivo principale del mio mandato: creare non tanto le occasioni ma le condizioni per accrescere i flussi turistici, evitando quegli errori di base che ci sottraggono turismo e riducono la nostra credibilita’. E’ per questo che, di fronte all’esposizione nel castello De Falconibus della copia della Sacra Sindone ed ai commenti inorriditi di tanti turisti cui abbiamo fornito assistenza, non posso davvero esimermi. La Sacra Sindone e’ esposta in originale a Torino, in una Chiesa (e non in un castello) con l’obiettivo di incrementare il culto cattolico e foraggiarlo di una prova testimoniale. Non viene esposto come opera d’arte di straordinaria fattura. E la letteratura non parla di utilizzo a scopo meramente artistico. Ma c’e’ di piu’: nel 1939 il vescovo di Troyes dichiaro’ che il telo era stato "artificiosamente dipinto in modo ingegnoso" ma la Chiesa impose a chi lo guardava, di rinnegarne il valore religioso; nonostante ciò non fu esposto in un castello ma ugualmente in un luogo sacro. Successivamente la Chiesa autorizzo’ l’ostensione ma lascio’ alla scienza l’opportunita’ di verificare. Ad oggi, nessuna delle tentate riproduzioni, e’ in grado di fedelmente riprodurre la Sacra Sindone. Men che meno quella di Pulsano: sara’ per l’insolita cornice, anche per l’ insolita location, o ancora per la creata e comunque deleteria contemporaneita’ con altra mostra d’arte (profana anch’essa, ma dichiaratamente). Ma la Sacra Sindone - non un sudario qualsiasi - e’ una reliquia. E una confraternita supporta l’esposizione delle reliquie sacre, o loro copie se autorizzate dalla competente autorita’, in chiesa, non in un castello. Lo dice la storia espositiva delle copie delle reliquie, non la sottoscritta né la Pro Loco che rappresenta. Avevamo la prova che la regina Maria d’Enghien fosse venuta nei suoi territori (tra cui Pulsano) a celebrare la sua luna di miele e qualche ingegnoso poco brevettato ha detto che non e’ possibile vista la datazione del 1430 del castello (la torre quadrata appartiene invece ad un’epoca precedente e si sta verificando l’informazione che sia parte del sistema di torri voluto e in parte disegnato da Federico II, quindi ben altra datazione, come riferiscono le guide dei luoghi federiciani), abbiamo un condottiero partito dal castello De Falconibus e morto per salvare la cristianita’ ad Otranto ma se ne parla poco, perche’ non e’ quello il modello con cui la cristianita’ locale vuole misurarsi, rendiamo leggenda tutto quello che e’ storia per non dover trovare le giuste prove. La Pro Loco compie gia’ tanti sforzi per pubblicizzare i beni pulsanesi e promuovere il turismo, quindi reputa che certa inutile generosita’ nell’offrire il castello veramente guasti, e guasti molto nonostante la nobiltà del gesto. Non siamo invece noi l’associazione di riferimento della Venerabile Confraternita che ha promosso l’iniziativa con l’amministrazione comunale, quindi ci esimiamo dal commento che spetta sicuramente alla Chiesa, ma rimarchiamo la cattiva validità dell’iniziativa che inesorabilmente offende anche l’ottimo artista e le sue migliori intenzioni. Dina Turco
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